La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni.
P. P. Pasolini
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12.1.08

Trilogia della città di K.


Agota Kristof - Trilogia della città di K.

Einaudi


La parola esatta è agghiacciante.

Da una Grande Città sotto l'assedio e le bombe della seconda guerra mondiale, due bambini vengono accompagnati dalla loro mamma in una Piccola Città e portati dalla propria nonna. Tutto rientrerebbe apparentemente nella norma, se non fosse che la nonna è una vecchia megera avidissima e cattiva che costringerà i due bambini a crescere in un ambiente sporco, freddo e privo di qualsiasi sentimento che si possa avvicinare all'amore.
Li chiama figli di cagna, li costringe a lavorare duro, non si occupa della loro educazione, della loro pulizia e non gli compra mai dei vestiti, lasciandoli per anni con le robe che avevano addosso quando gli sono stati consegnati, nonostante la madre le spedisca dei soldi e dei vestiti nuovi.
Ma la forza del libro non sta solamente nella capacità che ha di stupire con la sua drammaticità e imprevedibilità, quello che lo rende assolutamente seducente è il ritmo perfetto che lo accompagna, un ritmo che fa venire la pelle d'oca. Rende l'idea quanto scritto da Giorgio Manganelli in quarta di copertina (Einaudi ed. Super ET) "...una prosa che ha l'andatura di una marionetta omicida".
Il libro come dicevo è di una drammaticità sconcertante. In un contesto opprimente e claustrofobico come quello in cui si ritrovano a vivere i due bambini, si sente di riflesso l'eco di tutto il dramma della seconda guerra mondiale, con tutte le sue follie e le meschinità possibili.
Ma il libro non smette di stupire. I bambini nonostante tutto crescono e diventano ogni giorno più furbi e intelligenti, tra mille fatiche riescono a superare gli ostacoli e le ingiustizie di cui sono vittime. Con una razionalità esasperata fino all'inverosimile riescono a crearsi degli schermi protettivi, sia fisici ma in particolare mentali, che li portano quasi ad assomigliare più a delle macchine che a degli esseri umani.
Ma le sorprese non sono ancora finite. Quando credi di aver capito come si sta muovendo il libro, piano piano tutte quelle poche certezze che credevi di avere acquisito crollano come un castello di carta. Inizi a capire che la storia non è come avevi creduto che fosse, fino a quando non prendi consapevolezza che tutto può essere il contrario di tutto.
Un libro nerissimo come pochi e assolutamente fuori dagli schemi classici.

2.4.07

Trilogia della città di M.

Piero Colaprico - Trilogia della città di M.

Tropea

Con la Trilogia della città di M., operazione che vanta illustri precedenti (solo per citarne alcuni, Trilogia di New York di Paul Auster e Trilogia della città di K. di Agota Kristof), Piero Colaprico ci consegna una Milano contemporanea difficile e allucinata, dove un'umanità molteplice, fatta di criminali, modelle, magistrati, politici, spacciatori e gente comune, compone un quadro caratteristico di una città che non è altro che lo specchio di un mondo in perenne cambiamento.
In questo libro, in cui si riconosce un ruolo centrale a Milano e ai suoi quartieri storici, Colaprico mette in scena un nuovo personaggio. Francesco Bagni, ispettore della omicidi, è un personaggio decisamente diverso da quel maresciallo Binda protagonista dei precedenti libri di Colaprico, alcuni dei quali scritti assieme al compianto Pietro Valpreda. Figlio di immigrati italiani, che dalla Sicilia si sono spostati in Svizzera, il giovane Bagni finiti gli studi superiori si traserisce a Milano e iniza a fare il poliziotto. Caparbio e molto bravo sul lavoro, non esita a coltivare qualche amicizia nella criminalità e a darci dentro con la mano pesante con testimoni e personaggi sospetti quando in ballo c'è la risoluzione di un caso a cui tiene. Personaggio solitario, ha spesso frequentazione femminili ma ha molta difficoltà ad instaurare un rapporto duraturo con una donna. Convive con un senso di colpa per essersi appropriato di un'ingente somma di denaro durante la perquisizione della casa di un usuraio; è sempre uscito pulito dalle inchieste interne, ma non riesce a liberarsi dell'incubo di essere scoperto. Supererà una volta per tutte questa paura grazie ad una trovata del padre.
La trilogia si apre con una storia (Per un bacio mai dato - Il narvalo di Piazza Piola) in cui viene presentato un delitto efferato. A mio parere la narrazione all'inizio va un po' a rilento, ma è solo una questione di tempo, dopo una trentina di pagine il ritmo si fa serrato e le emozioni non tardano a venire. Una giovane ragazza, apparentemente appartenente ad una famiglia molto agiata, viene trovata trafitta da un dente di narvalo. L'indagine, che sembrerebbe portare ad un maniaco, si rivela estremamente complessa e dopo un lunghissimo lavoro investigativo, in cui Bagni si scontrerà con banche d'affari e servizi segreti, porterà ad una verita sconvolgente che ribalterà completamente le carte in tavola.
Nella storia di mezzo (Dietro la porta chiusa - Ultimo sparo al Ticinese), Colaprico fa rivivere i tempi in cui il Ticinese, storico quartiere di Milano, non era il posto alla moda che è diventato oggi, ma il luogo in cui aveva la base un gruppo ben organizzato della malavita milanese. Al centro della storia c'è il vecchio capobanda della mala del Ticinese, Tris che, scontata una lunga detensione, torna nel "suo quartiere" per regolare vecchi conti con chi è andato a infrangere vecchie regole criminali. Anche qui quello che sembra non è, e Bagni, in una notte di fuoco, si immergerà in un viaggio sanguinoso rischiando seriamente la pelle percorrendo i luoghi della memoria criminale di Milano.
Nella terza storia (Trappola per camaleonti - La valigetta dell'usuraio) si fiuta il recente passato di tangentopoli. Qui Bagni dovrà impiegare la parte migliore della sua capacità investigativa, per sbrogliare le maglie di un caso che si rivela molto complesso. Alla fine, grazie all'aiuto di un giovane ragazzo cieco, riuscirà a scoprire le carte di una brutta storia di corruzione e violenza perpetrata attraverso la menzogna di una maschera di buoni principi.