La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni.
P. P. Pasolini

16.4.07

Analogia nera

Un po' di tempo fa, grazie al pensiero di un caro amico, ho letto La vita è altrove di Milan Kundera.
Nella parte iniziale del libro, l'autore fa una considerazione che si può racchiudere in queste brevi parole: quando le atrocità perpetrate da un regime, in nome di qualsivoglia ideologia, vengono condivise o taciute dalla massa indistinta della popolazione, l'entità del disastro "non si avverte". Ma quando la stesse atrocità vengono condivise e taciute dal Poeta, da un bravo Poeta, che addirittura "regna a fianco del carnefice", la dimensione del disastro si fa enorme e inquantificabile (il riferimento è diretto a Paul Eluard che non sottoscrive il manifesto redatto da André Breton di protesta surrealista contro il primo processo di epurazione politica di Mosca nel 1936).
In maniera analoga, quando "vittima" del pregiudizio e del luogo comune, elementi costituenti della xenofobia, è la stessa massa indistinta di cui parla Kundera, liquidi la cosa attribuendone la causa all'ignoranza e alla superficialità, alla banalita del medio insomma. Ma quando a cadere in questi meccanismi distruttivi sono persone vicine, che reputi assolutamente portatori di intelligenza, persone curiose e creative, l'entita del disastro, personale questa volta, si manifesta con una rabbia che stenti a controllare. L'unico desiderio che hai è quello di chiuderti in una stanza piena di oggetti di cristallo e spaccare letteramente tutto, gridando fino a perdere l'ultimo filo di voce.
Scusate, ieri è stata proprio una serata di merda.

12.4.07

Manituana


Dopo una attesa durata cinque anni, lo scorso 20 marzo è uscito Manituana (Einaudi - Stile Libero, 17.50 euro) il nuovo romanzo di Wu Ming, nome collettivo usato dai cinque scrittori italiani autori del bellissimo best seller Q.
Proprio oggi a Roma è iniziato un tour di presentazioni di Manituana che, nei mesi a venire, portera gli autori in giro per l'Italia. Esattamente tra una settimana, giovedì 19 aprile, ci saranno due presentazioni a Milano. La prima, con inizio alle 18:30, sarà alla Biblioteca Vigentina, in Corso di Porta Vigentina 15, alla quale interverrà anche lo scrittore Marco Philopat.
La seconda sarà alle 21:30 in un bel locale Arci della Bovisa, storico quartiere di Milano; il locale è La Scighera, via Candiani 131.
Il calendario completo con tutte le presentazioni di aprile-maggio lo trovate qui.

11.4.07

James Ellroy

Ci siamo. James Ellroy, ovvero una autentica leggenda vivente. Vero nome Lee Earle Ellroy, nato a Los Angeles, California, il 4 marzo 1948.
L’infanzia del piccolo James è un vero inferno, ad appena dieci anni la madre Geneva viene assassinata a El Monte, località dove, assieme alla madre, si era trasferito quando il padre Armand, pessimo soggetto, sfaticato e dalle tendenze nichiliste, li aveva abbandonati. Il delitto rimarrà irrisolto e segnerà pesantemente il carattere di Ellroy. All’età di diciassette anni perde anche il padre e con lui l’ultimo legame (anche se blando) con una figura genitoriale. Passerà la giovinezza tra gli eccessi: alcool, droga, piccola delinquenza, carcere, lavori occasionali, feticismo, overdosi e ricoveri; passando attraverso il filo conduttore degli orrori psichici dovuti all’infanzia inesistente.
Oltre all’assassinio della madre avvolto dal mistero, che certamente ha avuto un ruolo centrale nella nascita della sua autentica passione per il mondo criminale, va menzionato anche un libro (The Badge di Jack Webb) regalategli dal padre poco prima che morisse e che, a detta dell’autore, è stato un input importante per la sua futura carriera di scrittore. E non va ovviamente dimenticato quell’omicidio efferato ai danni di Elisabeth Short, anch’esso rimasto irrisolto e conosciuto come il caso “Dalia Nera”, che ha rappresentato un incredibile parallelismo col caso della madre e lo ha portato, molti anni dopo, a trattare la vicenda nel suo famoso libro The Black Dahlia, primo episodio della bellissima "Tetralogia di Los Angeles" e recentemente portato al cinema da Brian De Palma.
Ancora più che in The Black Dahlia, l’altro libro in cui l’autore si immerge letteralmente nel suo passato è My dark places, vero e proprio viaggio nella genesi di una mente disturbata. In un intervista di qualche anno fa per l'Espresso (19 Aprile 2001) Carlo Lucarelli gli domanda: "Ne I miei luoghi oscuri arriva così in fondo da raccontare le cose più intime di se stesso e della sua vita, compresa l'autopsia di sua madre uccisa brutalmente da un maniaco. Non credevo che uno scrittore potesse arrivare così in fondo nel suo cuore."
"Con quel libro non cercavo di scavare da nessuna parte. Non volevo esorcizzare nessun demone. Volevo solo scoprire chi aveva ucciso mia madre e nel fare questo ho dovuto scrivere pezzi della mia biografia. L'ho scritto per onorare mia madre. Non è stato un libro difficile: ho solo dovuto dire la verità."
La risposta ha dell'incredibile, e chi ha letto il libro può capire facilmente perché.
Dopo aver achiviato la "Tetralogia di Los Angeles", composta, oltre che da The Black Dahlia, da The Big Nowhere, LA Confidential e White Jazz, e dopo aver inseguito il fantasma della madre con My dark places, Ellroy si concentra in un progetto in cui l'oggetto della sua analisi è la genesi della recente storia americana. La così detta "Trilogia Americana" si apre con American Tabloid, in cui Los Angeles rappresenta solo un punto di partenza per indagare nell'America degli anni settanta, dove si muovono tre personaggi in bilico tra crimine e giustizia, ideali e tornaconto personale, in un viaggio allucinante che attraversa la Baia dei Porci e culmina con l'omicidio di John Kennedy e dove CIA, FBI, Mafia, Ku Klux Klan, castristi e sbirri tessono la tela della storia sotterranea degli Stati Uniti di quegli anni. Uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni.
Alcuni dei memorabili personaggi di questo libro si ritrovano nel secondo episodio della trilogia. Sei pezzi da mille (The Cold Six Thousand) inizia dove American Tabloid finisce e si conclude, passando per Martin Luther King, Watts, il Vietnam, la protesta giovanile, Jimmy Hoffa, Edgar Hoover, Sonny Liston, Jack Ruby, Lee Oswald, Sirhan B. Sirhan, con l'omocidio dell'altro Kennedy: Bob. Il terzo episodio della "Trilogia Americana" dovrebbe uscire quest'anno (2007).
Tutta l'opera di James Ellroy è nera, nerissima, e al centro della quale si muve un mondo senza redenzione in cui gli eroi sono "nudi" e i criminali la fanno da padroni. (Vi viene in mente qualcosa?).

Bibliografia
1981. Brown's Requiem (Prega Detective, Mondadori)
1982. Clandestine (Clandestino, Mondadori)
1986. Killer on the Road o Silent Terror (L'angelo del silenzio, Mondadori)
1994. Hollywood Nocturnes (Notturni Hollywoodiani, Mondatori)
1996. My Dark Places (I miei luoghi oscuri, Bompiani )
1999. Killer on the Road
1999. Crime Wave (Corpi da reato, Bompiani)
1999. Tijuana, mon amour (Tijuana, mon amour, Bompiani)
2002. Grave Doubt (Il dubbio letale, Bompiani)
2004. Destination: Morgue (Destination: Morgue, Bompiani)
2005. Hot-Prowl Rape-O (Scasso con stupro, Bompiani)
2006. Jungletown Jihad (Jungletown Jihad, Bompiani)

Trilogia Loyd Hopkins
1984. Blood on the Moon (Le strade dell'innocenza, Mondadori)
1984. Because the Night (Perché la notte, Mondadori)
1985. Suicide Hill (La collina dei suicidi, Mondadori)
2001. Los angeles nera, Mondadori (In questo volume sono raccolti i tre romanzi della Trilogia Loyd Hopkins

Tetralogia di Los Angeles
1987. The Black Dahlia (Dalia nera, Mondadori)
1988. The Big Nowhere (Il grande nulla, Mondadori)
1990. L.A. Confidential (L.A. Confidential, Mondadori)
1992. White Jazz (White Jazz, Mondadori)

Trilogia criminale americana
1995. American Tabloid (American Tabloid, Mondadori)
2001. The Cold Six Thousand (Sei pezzi da mille, Mondadori)
2007. (?) dovrebbe uscire quest'anno

Filmografia
1988. Cop
1997. L.A. Confidential
1998. Brown's Requiem (Prega Detective)
2002. Stay Clean
2002. Dark Blue
2006. The Black Dahlia

Web

2.4.07

Trilogia della città di M.

Piero Colaprico - Trilogia della città di M.

Tropea

Con la Trilogia della città di M., operazione che vanta illustri precedenti (solo per citarne alcuni, Trilogia di New York di Paul Auster e Trilogia della città di K. di Agota Kristof), Piero Colaprico ci consegna una Milano contemporanea difficile e allucinata, dove un'umanità molteplice, fatta di criminali, modelle, magistrati, politici, spacciatori e gente comune, compone un quadro caratteristico di una città che non è altro che lo specchio di un mondo in perenne cambiamento.
In questo libro, in cui si riconosce un ruolo centrale a Milano e ai suoi quartieri storici, Colaprico mette in scena un nuovo personaggio. Francesco Bagni, ispettore della omicidi, è un personaggio decisamente diverso da quel maresciallo Binda protagonista dei precedenti libri di Colaprico, alcuni dei quali scritti assieme al compianto Pietro Valpreda. Figlio di immigrati italiani, che dalla Sicilia si sono spostati in Svizzera, il giovane Bagni finiti gli studi superiori si traserisce a Milano e iniza a fare il poliziotto. Caparbio e molto bravo sul lavoro, non esita a coltivare qualche amicizia nella criminalità e a darci dentro con la mano pesante con testimoni e personaggi sospetti quando in ballo c'è la risoluzione di un caso a cui tiene. Personaggio solitario, ha spesso frequentazione femminili ma ha molta difficoltà ad instaurare un rapporto duraturo con una donna. Convive con un senso di colpa per essersi appropriato di un'ingente somma di denaro durante la perquisizione della casa di un usuraio; è sempre uscito pulito dalle inchieste interne, ma non riesce a liberarsi dell'incubo di essere scoperto. Supererà una volta per tutte questa paura grazie ad una trovata del padre.
La trilogia si apre con una storia (Per un bacio mai dato - Il narvalo di Piazza Piola) in cui viene presentato un delitto efferato. A mio parere la narrazione all'inizio va un po' a rilento, ma è solo una questione di tempo, dopo una trentina di pagine il ritmo si fa serrato e le emozioni non tardano a venire. Una giovane ragazza, apparentemente appartenente ad una famiglia molto agiata, viene trovata trafitta da un dente di narvalo. L'indagine, che sembrerebbe portare ad un maniaco, si rivela estremamente complessa e dopo un lunghissimo lavoro investigativo, in cui Bagni si scontrerà con banche d'affari e servizi segreti, porterà ad una verita sconvolgente che ribalterà completamente le carte in tavola.
Nella storia di mezzo (Dietro la porta chiusa - Ultimo sparo al Ticinese), Colaprico fa rivivere i tempi in cui il Ticinese, storico quartiere di Milano, non era il posto alla moda che è diventato oggi, ma il luogo in cui aveva la base un gruppo ben organizzato della malavita milanese. Al centro della storia c'è il vecchio capobanda della mala del Ticinese, Tris che, scontata una lunga detensione, torna nel "suo quartiere" per regolare vecchi conti con chi è andato a infrangere vecchie regole criminali. Anche qui quello che sembra non è, e Bagni, in una notte di fuoco, si immergerà in un viaggio sanguinoso rischiando seriamente la pelle percorrendo i luoghi della memoria criminale di Milano.
Nella terza storia (Trappola per camaleonti - La valigetta dell'usuraio) si fiuta il recente passato di tangentopoli. Qui Bagni dovrà impiegare la parte migliore della sua capacità investigativa, per sbrogliare le maglie di un caso che si rivela molto complesso. Alla fine, grazie all'aiuto di un giovane ragazzo cieco, riuscirà a scoprire le carte di una brutta storia di corruzione e violenza perpetrata attraverso la menzogna di una maschera di buoni principi.

21.3.07

Gli amici di Eddie Coyle

George V. Higgins - Gli amici di Eddie Coyle
Einaudi

Ho comprato Gli amici di Eddie Coyle per caso. Vagavo senza una meta precisa in una libreria di Palermo e ad un certo punto, attratto dalla copertina accattivante, ho preso in mano in libro: George V. Higgins... mai sentito; abbasso gli occhi e in fondo alla copertina, scritto in piccolo, leggo, "Higgins è il mio maestro di stile. Tutto quello che so di crime novel l'ho imparato da lui", firmato Elmore Leonard. A questo punto, ulteriormente incuriosito, vado alla quarta di copertina e leggo frasi come, "il noir destinato a cambiare per sempre i dialoghi della letteratura poliziesca", e addirittura un Norman Mailer che dice, "Proprio non mi va giù che un esordio di tale livello sia stato scritto da uno sbirro". Ormai catturato, decido d'acquistarlo e penso immediatamente alla genialità di Italo Calvino nell'aver inventato i commenti sulla quarta di copertina.
La lettura del libro è stata assolutamente all'altezza delle aspettative; ci si trova di fronte ad uno stile particolarissimo. Tutto è incentrato sui dialoghi reiterati di un manipolo di personaggi folli (tra questi troviamo Jackie Brown... si Tarantino!) e alla loro capacità di permettere al lettore di mettere assieme i pezzi e costruire la logica della narrazione.
Per darvi un idea dello stile eccovi il paragrafo d'inizio:

[Jackie Brown, di anni ventisei, senza alcuna espressione in viso, disse che era in grado di procurare delle armi. - Posso fartele avere, diciamo, per domani sera. Posso fartene avere, diciamo, una mezza dozzina. Domani sera. E un'altra dozzina entro una settimana, massimo dieci giorni. Mi deve arrivare un tipo con almeno dieci pezzi, ma quattro li avrei già promessi a un tale, e insomma, sai com'è, questo ormai se li aspetta. Ci deve fare non so cosa. Quindi, mezza dozzina per domani sera. Un'altra dozzina entro la prossima settimana.]

Il personaggio principale, Eddie Coyle, soprannominato "Eddie Dita", è un piccolo e squallido gangster, che svolge la maggior parte dei suoi affari col traffico d'armi e che, dopo aver rischiato la vita per uno sgarro alla mafia (se l'è cavata con qualche dito), viene ingaggiato nuovamete dalla stessa mafia che, impegnata in un progetto di rapine, ha bisogno di nuove armi "pulite". E per fare ciò "Eddie Dita" ingaggerà un fornitore nuovo, questa volta, spera tanto, fidato e che non giochi sporco.
Sullo sfondo degli accadimenti di questo libro c'è l'america post-vietnam, con dei personaggi di piccolissimo spessore, interessati unicamenti ai quattrini e al raggiungimento dello status borghese della classe media. Siamo lontanissimi da una pur minima mitizzazione del crimine e dei suoi personaggi. In qualche modo Higgins sembra volerci mostrare come la mediocrita del sogno americano non abbia risparmiato nemmeno un mondo che nell'immagginario di tutti dovrebbe rispondere a logiche diverse.

19.3.07

Cesare Battisti

Ieri in Brasile ha avuto termine la latitanza di Cesare Battisti. Dopo aver vissuto per parecchio tempo in Francia grazia alla così detta dottrina Mitterand, (secondo la quale la Francia garantiva il diritto d'asilo ai rifugiati politici stranieri, particolarmente italiani, ricercati nei loro paesi per «atti di natura violenta ma d'inspirazione politica», purché i loro autori avessero rinunciato ad ogni violenza politica e purché non avessero commesso i reati più efferati come l'omicidio e la strage)*, Battisti nel 2004 si era dato alla latitanza, dopo un anno dalla decisione di Jacques Chirac di voltare pagina e di far esaminare singolarmete le posizioni dei vari latitanti italiani.
Ma Cesare Battisti non è solamente il controverso ex terrorista appartenente ai PAC (Proletari Armati per il Comunismo), condannato in contumacia all'ergastolo perché giudicato responsabile di quattro omicidi dai quali si è sempre dichiarato innocente; Battisti è anche uno scittore di romanzi gialli e noir.
Dopo essere fuggito dall'Italia e passato un breve periodo a Parigi, inizia a scrivere in Messico, dove si trasferisce con la moglie prima di tornare in Francia; in Messico fonda la rivista culturale "Via Libre" e termina un romanzo che verrà pubblicato in Francia, a sua insaputa, da un suo amico che si spaccia di essere l'autore (non ha mai detto ne chi è l'amico ne di quale libro si tratta). Nel 1990 ritorna a Parigi, dove continua a scrivere e a tradurre per cercare di sbarcare il lunario; tra gli altri tradurrà Didier Daeninckx e Jean-Patrick Manchette. Nel frattempo, siamo nel 1993, la nota casa edititrice Gallimard pubblica nella sua Série Noire il suo romanzo Travestito da uomo, che verra pubbligato anche in Italia da Granata Press. A questo sono seguiti più di dieci libri, molti dei quali pubblicati in Italia.
Alla vicenda giudiziaria di Battisti si è interessata la scrittrice francese Fred Vargas, scrivendo un pamphlet (La Vérité sur Cesare Battisti) dove prende le difese dello scrittore. Inoltre è tra coloro che, contro la sua estradizione, hanno depositato una memoria difensiva sul caso Battisti presso la Corte europea, e ha speso le sue competenze di studiosa, archeologa ed esperta grafologa, per mostrare l’illegalità di un’estradizione. In un'intervista all'unità del 21 settembre 2005 afferma: "Non ce l’ho con l’Italia ma con la Francia, che nega la propria civiltà giuridica. Lotto perché le leggi francesi siano rispettate, perché non si arresti un innocente, e quanto meno si ascolti chi si dice innocente, e non lo si condanni in contumacia".

*La dottrina Mitterand, eleborata da un gruppo di lavoro formato da alti ufficiali di polizia, avvocati, magistrati e da consiglieri dell'Eliseo e del governo francese, veniva giustificata nel caso dei rifugiati italiani con la non conformità della legislazione italiana agli standard europei.

Bibliografia
1993. Les habits d'ombre, Gallimard, Parigi (Travestito da uomo, Granata Press, Bologna, 1993)
1994. Nouvel an, nouvelle vie, Ed. Mille et une nuit, Parigi
1995. L'ombre rouge, Gallimard, Parigi (L'orma rossa, Einaudi, 1999)
1996. Buena onda, Gallimard, Parigi
1997. Copier coller, Flammarion (Romanzo per ragazzi)
1997. J'auri ta Pau, Balene, Parigi (nella serie "Le Poulpe")
1998. Dernières cartouches, Joelle Losfeld, Parigi (L'ultimo sparo, Derive-Approdi, Roma, 1998)
1999. Naples, Eden Production, Parigi (Raccolta di cinque racconti di Cesare Battisti, Jean-Jacques Busino, Carlo Lucarelli, Jean-Bernard Pouy e Tito Topin)
2000. Jamais plus sans fisil, du Masque, Parigi
2000. Terres brûlées, Rivages, Parigi (a cura)
2001. (Avenida Revolución, Rivages, Parigi (Avenida Revolución, Nuovi Mondi Media, Ozzano nell'Emilia, 2003)
2003. Le Cargo sentimental, Joelle Losfeld, Parigi
2003. Vittoria, Eden Production, Parigi
2006. L'eau du diamant, du Masque, Parigi
2006. Ma cavale, Grasset/Rivages, Parigi (con prefazione di Bernard-Henri Levy e postafazione di Fred Vargas)

15.3.07

Saggio/Intervista

Vagando nella rete mi sono imbattuto in un piccolo saggio/intervista che vale assolutamente la pena di leggere. L'autore è Giuliana Pieri, una giovane docente universitaria italiana che insegna in Inghilterra alla Royal Holloway di Londra.
Il saggio, da un lato affronta l'annosa questione della tendenza alla compartimentazione dei generi letterari, portando giustizia a tutti coloro che da sempre vanno sostenendo che la qualità letteraria non può che essere trasversale e prescinde quindi da qualsivoglia suddivisione in generi letterari, dall'altro entra nel merito dei vari sottogeneri di cui è ricchissimo il romanzo giallo, fino a giungere a quello che definisce il "giallo postmoderno".
Alla fine del saggio è presente un imperdibile intervista ad Andrea Camilleri, nella quale il maestro siciliano viene interrogato a 360 gradi sul mondo dei gialli.
Buona lettura.

Si Ringrazia: Giuliana Pieri, The Edinburgh Journal of Gadda Studies (EJGS)

Il nuovo giallo italiano: tra tradizione e postmodernità
di Giuliana Pieri

Lavorando da anni nel mondo accademico anglosassone rimango spesso stupita di fronte alla resistenza di tanta critica italiana nell’accettare la categoria «giallo» senza pregiudizi, in modo neutro, che non implichi una distinzione e contrapposizione tra letteratura (alta) e forme narrative popolari (basse). Anche chi si è occupato in specifico della narrativa poliziesca sembra spesso riproporre questa visione polarizzata.
Continua qui.

13.3.07

Friedrich Glauser

Friedrich Glauser, (Vienna 4 febbraio 1896 - Nervi (Ge) 8 dicembre 1938), ebbe una vita breve e turbolenta che si può racchiudere in poche righe piene di vicende nefaste: orfano di madre ad appena quattro anni, vittima di un'educazione rigida e costretto alla fame, cinque tentativi di suicidio, ricoveri in manicomio, reclusioni e fughe, droghe, Legione Straniera, lavori saltuari, interdizione. Glauser è l'esatta personificazione dello scrittore maledetto. Nella giovinezza, dopo aver trascorso tre anni al ginnasio di Vienna, viene allontanato e ne passerà altri tre in riformatorio. Successivamente prova con un collegio di Ginevra dove l'esitò sarà il medesimo: l'espulsione. Dopo essersi finalmente diplomato a Zurigo, nel 1921 fugge di casa e si arruola, come dicevamo, nella Legione Straniera. Vive il resto della sua intensa vita come un vagabondo in giro per l'Europa. Fa i più svariati mestieri: minatore in Belgio, infermiere a Charleroi, nell'avanguardia a Parigi, aiuto giardiniere in Svizzera. Frequenta ospizi, case-alloggio per giovani disagiati e manicomi, luoghi dai quali trae spunto per molti dei suoi romanzi. Più volte viene internato in quanto tossicodipendente da morfina. Spesso viene paragonato a Georges Simenon, tantè che viene chiamato il"Simenon svizzero". Io, dopo la lettura di Krock & Co, se proprio devo trovare una qualche similitudine con un altro autore, scelgo Friedrich Durrenmatt.
Oggetto delle sue trame gialle è stata principalmente la provincia svizzera, della quale ha fatto emergere le assurde contraddizioni di una popolazione ottusa e bigotta. I suoi gialli sono legati indissolubilmente alla figura del sergente Studer, ricordiamo i romanzi: Il sergente Studer, Il regno di Matto, Il grafico della febbre, Il cinese, Krock & Co e I primi casi del sergente Studer. In appendice a quest'ultimo libro di racconti, nell'edizione italiana, è riportata la: Lettera aperta sui "Dieci Comandamenti per il Romanzo Poliziesco" in risposta alle tesi di S. Broekhoff, indirizzata dall'autore il 25.03.1937 alla "Zürcher Illustrierte", ma mai da essa pubblicata. Parallelamente ai romanzi polizieschi Glauser ha pubblicato anche dei romanzi di stampo autobiografico, tra questi abbiamo: Gourrama, romanzo ispirato all'esperienza nella Legione Straniera, in Marocco dal 1921 al '23; Morfina, pagine autobiografiche sull'esperienza della droga; Dada, Ascona ed altri ricordi, dove parla della sua esperienza dadaista e Oltre il muro, raccolta di racconti pubblicati su varie riviste. Particolare, rispetto a quelli citati, risulta il romanzo Il tè delle tre vecchie signore dove, oltre all'ambientazione di tipo poliziesco, è presente una forte componente autobiografica.

Bibliografia
1936. Wachtmeister Studer, (Il sergente Studer, Sellerio)
1936. Matto regiert, (Il regno di matto, Sellerio)
1938. Die Fieberkurve, (Il grafico della febbre, Sellerio)
1939. Der Chinese, (Il cinese, Sellerio)
1940. Gourrama, (Gourrama, Sellerio)
1941. Krock & Co., (Krock & Co., Sellerio)
1941. Der Tee der drei alten Damen, (Il tè delle tre vecchie signore, Sellerio)
1943. Ali und die Legionare
1945. Beichte in der Nacht
1976. Dada, Ascona und andere Erinnerungen, (Dada, Ascona ed altri ricordi, Sellerio)
1980. Morphium, (Morfina, Sellerio)
1986. Wachtmeister Studer erste Fälle, (I primi casi del sergente Studer, Sellerio) (Racconti)
1988. Mensch in Zwielicht (abbozzo di una autobigrafia)
1991. Hinter Mauern, (Oltre il muro, Sellerio)
1999. La negromante di Endor, Sellerio (Racconti)
2005. Gli occhi di mia madre, Casagrande (Racconti)

12.3.07

La caverna de las ideas - La caverna delle idee (J. C. Somoza)

The Flying Italian: La caverna de las ideas - La caverna delle idee (J. C. Somoza)
Ecco un brillante, erudito e coinvolgente libro dello spagnolo (cubano di nascita) José Carlos Somoza. L'intelligente mistero nel mistero creato da Somoza, (ex) medico psichiatra, vi catturerà fra suspense e risvolti filosofici.

ciao
the flying italian

7.3.07

Carta bianca

Carlo Lucarelli - Carta bianca
Sellerio

Carta bianca, l'esordio di Carlo Lucarelli, è un romanzo maturo: potrebbe essere benissimo il suo ultimo romanzo. La scrittura è potente, cupa, estremamente sintetica ma esauriente.
Con Carta bianca, Lucarelli, usando il prestesto del giallo, fa la radiografia di un periodo particolare per la storia del nostro paese. L'ultimo baluardo del fascismo, la repubblica di Salò, è agli sgoccioli e ci mostra senza fronzoli la vera natura degli ominicchi di regime. La classe politica è allo sbando e i funzionari di partito sono impegnati in una lotta senza esclusioni di colpi per garantirsi chi la vita e chi un viso presentabile nell'imminente nuova era politica d'Italia.
Carta bianca rappresenta anche l'esordio del commissario De Luca, fortunato personaggio di Lucarelli, che qui viene chiamato ad indagare su uno strano omicidio. Nei quartieri alti di Bologna, il funzionario del partito fascista Rehinard, che aveva contatti con gli alti vertici del regime, viene ucciso. E nonostante ciò, a De Luca, il questore e il segretario del fascio bolognese, Vitali, promettono "Carta Bianca" per lo svolgimento delle indagini ma, di fatto, lo indirizzano in una ben precisa direzione, quella tipica del delitto passionale. Si vuole fare in modo che tutti gli indizi si diriggano verso Sonia Tedesco, figlia di un alto esponente del partito, il ministro Carlo Maria Tedesco, casualmente della corrente avversa a quella del segretario e di un altro alto funzionario del governo, il professor Alfieri. De Luca, se da un lato sembra assecondare le intenzioni dei suoi superiori, dall'altro, con estrema caparbietà, farà di tutto per raggiungere la verità, anche se è consapevole che non potrà mai essere quella istituzionale.
Alla fine De Luca scoprirà una torbida verità, intrisa di meschinità e corruzione ma, proprio quando è il momento di riscuotere, l'arrivo imminente di partigiani e alleati, a causa del suo passato torbido (l'aver partecipato alle azioni della polizia politica MUTI), lo costringerà alla fuga.

5.3.07

Eric Ambler

Eric Ambler (Londra, 28 giugno 1909 – Londra, 22 ottobre 1998) è stato un raffinatissimo ed elegante scrittore, ed è ormai riconosciuto come il maestro della spy-story.
Laureatasi giovanissimo in ingegneria, si occuperà però per molto tempo di pubblicità. Passerà anche un periodo di sei anni nell’esercitò, dove avrà modo di cimentarsi con la scrittura, scrivendo sceneggiature e partecipando alle riprese delle squadre cinematografiche sui luoghi di battaglia. In una di queste esperienze conosce John Houston e, a guerra finita, tenterà senza successo la carriera cinematografica continuando parallelamente a scrivere sceneggiature. Dopo questo breve periodo si dedicherà totalmente alla scrittura dando vita ad una serie di ottimi romanzi. Tra quelli più importanti ricordiamo: L’eredità Schirmer, Epitaffio per una spia, Topkapi e La maschera di Dimitrios.
Ambler è un esempio fulgido di come la qualità letteraria sia orizzontale e prescindende dalle possibili etichette che si possono associare a questo o quell’altro autore. Concetto questo applicabbile a qualsiasi forma di espressione artistica.
I libri di Ambler, dopo essere comparsi in Italia grazie a diverse pubblicazioni di genere (Gialli Mondadori, Segretissimo) sono stati rilanciati da una intelligente iniziativa dell’Adelphi, casa editrice rinomata per la sua serietà e qualità.

Bibliografia
1936. The dark frontier (La frontiera proibita, Adelphi, 2007)
1937. Uncommon danger (Film)
1938. Epitaph for a spy (Epitaffio per una spia, Adelphi, 2001) (Film)
1938. Cause for alarm (Motivo d'allarme, Adelphi, 2006)
1939. The mask of dimitros (La maschera di Dimitrios, Adelphi, 2000) (Film)
1940. Journey into fear (Film)
1950. Skytip
1951. Judgment on Delchev (Il processo Deltchev, Adelphi, 2002)
1951. Tender to danger
1953. The maras affair
1953. The schirmer inheritance (Il caso Schirmer, Adelphi, 1999)
1954. Charter to danger
1956. The night comers
1958. Passport to panic
1959. Passage to arms
1962. The light of the day (published in 1964 as Topkapi) (Topkapi, La Spiga Languages) (Film)
1963. The ability to kill and other pieces
1964. A kind of anger
1964. To catch a spy
1967. Dirty story
1969. The intercom conspiracy
1972. He levanter
1974. Doctor frigo
1977. Send no more roses
1981. The care of time (Tempo scaduto, Adelphi, 2004)
1985. Here lies: an autobiography
1991. Waiting for orders
1993. The story so far (expanded version of Waiting for orders)

Sceneggiature
1944. The way ahead
1945. United states
1947. The october man
1949. The passionate friends
1950. Highly dangerous
1951. The magic box
1951. Gigolo and gigolette
1952. The card
1953. Rough shoot (us title: shoot first, based on the novel by geoffrey household)
1953. The cruel sea
1954. Lease of life
1955. The purple plain
1957. Yangtse incident / battle hell
1958. A night to remember (based on walter lord's book of the 1912 sea disaster when the titanic struck an iceberg)
1960. The wreck of mary deare (from hammond innes's novel)
1962. Mutiny on the bounty
1970. Love hate love

24.2.07

Pollok

Faccio un incursione nel mondo dei fumetti per segnalarvene uno di prossima uscita per la Bonelli Editore.
Si chiama Pollok ed è una nuova creatura di Carlo Ambrosini che approderà in fumetteria nella primavera del 2007. Il nuovo fumetto, filone giallo-noir, racconta le vicende di un consulente di un celebre museo di Amsterdam, pittore e grande estimatore di quel Jackson Pollock (1916-1956), principale esponente dell'action painting (espressionismo astratto) morto prematuramente in seguito ad un incidente automobilistico.

Di seguito un intervista a Carlo Ambrosini, apparsa qui un po' di tempo fa, che ci aiuta a conoscere meglio il personaggio.


Di cosa si tratta?
Si chiama Pollok, e il suo nome lascia intuire sia la mia passione per il quasi omonimo pittore (Jackson Pollock) sia l'intenzione di ambientare i racconti di questa nuova pubblicazione nel mondo dell'arte. Il nostro protagonista, infatti, è una sorta di investigatore, ma non nel senso classico del ruolo. Ovvero, non si occupa di indagare su omicidi e rapine, quanto di effettuare ricerche, recuperi, acquisizioni e attribuzioni di opere d'arte, siano esse dipinti, sculture, oggetti o strutture architettoniche. E' un consulente del Rijksmuseum di Amsterdam, presso il quale lavora la donna con cui vive da anni una storia d'amore fatta di alti e bassi. E' proprio la sua "fidanzata" a coinvolgere Pollok in ricerche per il museo che lo portano a viaggiare per tutto il mondo, sulle tracce delle opere d'arte o in caccia delle loro origini e dei loro autori.

Quindi, la serie non si rifarà ai classici meccanismi polizieschi…
Beh, non nel senso più classico del termine, ma potrà comunque rientrare nella categoria del giallo-noir, prevedendo un meccanismo narrativo inquadrabile come poliziesco. Ogni indagine di Pollok lo porterà a contatto con crimini e delitti. Se volete un esempio che può essere in qualche modo rivelatore, prendete il numero 50 di Napoleone, "La donna del dipinto". In quell'episodio, l'investigatore entomologo si trova a scavare nel passato per ricostruire la genesi di un quadro di Rembrandt e scoprire i misteri della incredibile luce che sembra scaturire dai suoi colori. Pur concentrando l'attenzione sull'opera del pittore, non mancano gli eventi delittuosi, gli assassini e i confronti drammatici che sono tipici delle storie gialle. Tra l'altro, per una "strana coincidenza", quella storia termina proprio al Rijksmuseum di Amsterdam…

Pollok sarà un "eroe" solitario o avrà dei comprimari fissi?
Per quanto stia cercando di definire Pollok come un personaggio a volte contraddittorio, che mi possa permettere di esaltarne le debolezze e sottolinearne la fragilità umana, non intendo assolutamente farne un solitario. Il cast della serie, al momento, prevede almeno tre personaggi ricorrenti. Uno sarà un giovane, poco più che ventenne, che farà da assistente al protagonista, sostenendo un
ruolo d’azione. Un altro è un disilluso e distaccato giudice in pensione, amico e consigliere di Pollok. L’ultima è la già citata fidanzata del nostro. Sto ancora lavorando alle dinamiche di relazione tra questi personaggi, e da qui all'uscita del fumetto in edicola, indicativamente prevista tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, le cose potrebbero evolversi ulteriormente.

14.2.07

Assassinio al Comitato Centrale

Manuel Vàzquez Montalban - Assassinio al Comitato Centrale
Sellerio

Era il 1984 quando Manuel Vàzquez Montalban, grazie all'interessamento di un Leonardo Sciascia entusiasta, faceva la sua prima comparsa in Italia con Assassinio al Comitato Centrale.
Il libro si apre col Comitato Centrale del Partito Comunista Spagnolo in riunione; con il segretario generale Garrido che, circondato da molti compagni, sta per iniziare il suo discorso d'apertura e che, nell'attimo in cui va via la luce, nell'oscurità e nella confusione, viene ucciso.
"A chi affidare le indagini?", si chiede il vertice del partito. Non potrà certo bastare l'indagine ufficiale affidata alla polizia fascista, che anzi coglierà l'occasione per screditare l'odiato partito. La scelta dell'indagine parallela cade su un uomo di fiducia, anche se ex. Pepe Carvalho, ex comunista, ex agente della CIA, viene pertanto chiamato ad occuparsi del caso, e storcendo il muso dovrà lasciare la sua amata Barcellona, terra di prelibatezze culinarie, per raggiungere Madrid, luogo in cui è accaduta la vicenda. Il libro, che si apre con una struttura tipicamente gialla, diventa per Montalban un pretesto per scavare nella storia e nel presente della Spagna, e non solo. Tra comunisti e fascisti, tra idealisti e mercenari, la storia diventa una lettura della Spagna così come è adesso: "la Spagna del disincanto", come la definiva l'autore, sospesa tra un passato troppo recente e un presente contraddittorio. E un Pepe Carvalho, anch'esso disincantato, arriverà alla sconvolgente soluzione perdendo, forse irrimediabilmente, la speranza in quella società giusta in cui aveva per lungo tempo sperato.
Di Manuel Vàzquez Montalban, autore che amo, ho letto molto, ma nessuno dei suoi libri della serie poliziesca mi ha colpito come Assassinio al Comitato Centrale: probabilmente l'episodio più riuscito delle avventure di Pepe Carvalho.

12.2.07

Jean Claude Izzo

Jean Claude Izzo nasce il 20 giugno 1945 a Marsiglia da padre italiano e madre francese ma di origine spagnola. Frequenta una scuola professionale, il liceo dei Remparts, dove ottiene un diploma di tornitore-fresatore. Nel frattempo svolge qualche lavoretto e a 16 anni apre un locale notturno con gli amici: durerà solo qualche mese. nel 1963 inizia a lavorare come commesso in una libreria e a militare nel movimento cattolico Pax Christi. Scrive qualche poesia. Nel 1964 parte militare con destinazione Toulon, ma subito dopo nel battaglione disciplinare a Djibouti. La permanenza nell’arma non è delle migliori e gli procura non pochi contrasti con i superiori. A causa di uno di questi viene condannato ad un mese di carcere militare: farà uno scioperò della fame che lo porterà a perdere 15 chili. In questo periodo la sua passione per le lettere trova sfogo con la collaborazione nel giornale dell’arma, dove si occupa anche di fotografia. Nel 1966 termina la brutta esperienza della leva e, rientrato a Marsiglia, riprende il lavoro in libreria e la sua militanza in Pax Christi. Qui conosce Marie Hélène Bastianelli e assieme si iscrivono al Partito Socialista Unificato (PSU), nelle cui liste, nel giugno del 1968, si candida alle elezioni legislative nel collegio di Marsiglia. Continua a scrivere poesie.
Nell'agosto dello stesso anno aderisce al Partito Comunista Francese (PCF) e inizia a scrivere per “La Marseillaise Dimanche”, inserto del quotidiano regionale comunista. Nel 1969 si sposa con la Bastianelli e l’anno successivo, assieme alla moglie, si trasferisce a Saint Mitre les Remparts, piccolo villaggio a una cinquantina di chilometri da Marsiglia, dove trova lavoro come bibliotecario al “Comité d'Entreprise de BP Lavora”. Continua a collaborare assiduamente con “La Marsellaise” e pubblica la prima raccolta di poesie Poèmes à haute voix seguita, l’anno successivo, dalla stesura di un testo teatrale per la liberazione di Angela Davis messo in scena da César Gattegno e la "Compagnie du Rocher". Nel 1971 pubblica La commune de Marseille nella rivista "Europe". Nel 1972 la sua collaborazione con "La Marseillaise" si consolida con un’assunzione. Nello stesso anno pubblica la sua seconda raccolta di poesie Terre de Feu e, a novembre, nasce il figlio Sébastien. Nel 1974 diviene caporedattore de "La Marseillaise", pubblica una nuova raccolta di poesie Etat de veille. A cui seguè, nel 1975, Braises, brasiers, brûlures (poesie illustrate da E. Damofli) e Paysage de femme e, nel 1976, Le rèel au plus vif. Nel 1978 pubblica Clovis Hugues, un rouge du midi. Ma questo è l’anno della rottura col PCF, del conseguente abbandono de “la Marseillaise” e della separazione dalla moglie.
Dopo un anno di stenti, nel 1980 inizia a lavorare per il giornale "La Vie Mutualiste" di cui sarà redattore dal settembre 1982 all'aprile 1985 per diventare poi caporedattore quando il giornale cambiò il proprio nome in "Viva". A partire da questa data scriverà in diverse riviste e giornali, e parteciperà all'organizzazione di molti avvenimenti letterari fra cui il "Carrefour des Littératures Euroéennes de Strasbourg", il "Festival du Polar de Grenoble" e il "Festival Etonnant Voyageur" de saint Malo. Sarà delegato generale dei "Rencontres Goncourt des Lycéens" nel 1991 e 1992, e direttore della comunicazione del festival "Tombées de la Nuit" a Rennes dal 1992 al 1994. Scrive anche in questo periodo diverse sceneggiature per film (Una mort Olympique, Les Matins Chagrins), dei testi per canzoni su musiche di Jean Guy Coulange.
Nel 1993 pubblica sulla rivista Gulliver un racconto che sarà la base del suo primo romanzo della trilogia marsigliese Casino totale (Total Khéops), con protagonista Fabio Montale. Pubblicato nel 1995 nella Série Noire di Gallimard su insistenza di Michel Le Bris e Patrick Raynal. Il libro si rivela presto un grande successo vincendo numerosi premi (Prix des lycéens di Marseille , le Trophée 813). Nel 1996 pubblica Chourmo, il secondo episodio della trilogia. Lascia Parigi e parte per stabilirsi a Saint Malo con Laurence Rio responsabile culturale della città. Nel 1997 pubblica Loin de tous rivages, raccolta di versi illustrata da Jacques Ferrandez e Les Marins Perdus, oltre a numerosi racconti apparsi in diverse antologie. Ritorna definitivamente in Provenza con la sua compagna, e si stabilisce a Ceyreste presso La Ciotat. Nel 1998 esce Solea, terzo episodio della trilogia, e nonostante le forti sollecitazioni di Gallimard, Izzo rifiuta di proseguire le avventure di Fabio Montale. Nello stesso anno comincia a scrivere Le Soleil des Mourants e in maggio, si separa da Laurence. Durante l'estate, già malato, ha delle difficoltà a scrivere il romanzo iniziato. Pochi mesì dopo conosce la fotografa Catherine Bouretz che sposa nel febbraio 1999. Intanto fa ritorna a Marsiglia ed esce la raccolta di poesie L'Aride des jours con illustrazioni della moglie. I segni della malattia (un cancro al polmone) si intensificano ma, nonostante questo, Izzo non solo porta a termine Il sole dei morenti (pubblicato in settembre), ma partecipa anche a numerosi avvenimenti letterari.
La malattia lo uccide il 26 gennaio 2000 ma la sua fama e il crescente interesse verso le sue opere non accennano a fermarsi.
Izzo ha raccontato con estremo realismo ed impegno sociale la sua Marsiglia, riuscendo a trasporre in maniera esemplare le vicende di una realtà problematica e ricca di contraddizioni.
Si ringrazia Antenati

Trilogia di Marsiglia
1995. Total Kheops (Gallimard, Série Noire), Casino totale (e/o, 1998)
1996. Chourmo (Gallimard, Série Noire), Chourmo. Il cuore di Marsiglia (e/o, 1999)
1998. Soléa (Gallimard, Série Noire), Solea (e/o, 2000)

Altri
1977. Les marins perdus (Flammarion), Marinai perduti (e/o, 2001)
1998. Vivre fatigue (Librio), Vivere stanca (e/o, 2001)
1999. Le soleil des mourants (Flammarion), Il sole dei morenti (e/o, 2000)
1999. Un temps immobile (Filigrane Editions)
2000. Marseille (Hoëbeke)
2006. Aglio, menta e basilico. Marsiglia, il noir e il Mediterraneo (e/o)

Poesia
1970. Poèmes à haute voix (P.J. Oswald)
1972. Terres de feu (P.J. Oswald)
1974. État de veille (P.J. Oswald)
1975. Braises, brasiers, brûlures (poesie illustrate da E. Damofli)
1975. Paysage de femme (Guy Chambelland)
1976. Le réel au plus vif (Guy Chambelland)
1978. Clovis Hughes, un rouge du Midi (J.Laffitte)
1997. Loin de tous rivages (Ed. du Ricochet)
1999. L'Aride des jours (Ed. du Ricochet)
1999. Un temps immobile (Filigrane Editions)

Teatro
1971. Liberez Angela Davis
1978. Allo Paris
1989. La révolution revit à Septèmes

Sceneggiature cinematografiche
1987. Les matins chagrins réalisé par Jean Pierre Gallepe produit par matin filmFiche technique
1988. Une mort olympique scénario, con Manuel Vasquez Montalban

9.2.07

Il giudice e il suo boia


Friedrich Durrenmatt - Il giudice e il suo boia
Feltrinelli

Durrenmatt scardina tutte le regole classiche del giallo; solo in Sciascia si può riscontrare, in particolare per Il contesto, una forza sovversiva simile. Ogni schema che il lettore può trovare ricorrente nei romanzi gialli viene letteralmente sgretolato, stupendo e meravigliando chi si nutre di forze creative e, probabilmente, annoiando chi a queste forze guarda con sospetto. Il giudice e il suo boia è un esempio esemplare, forse il migliore, della forza e della caratteristica poetica di Durrenmatt.
Il vecchio ispettore Barlach, Malato e in procinto di morire, assieme al giovane agente Tschanz, si trova ad affrontare una sua vecchia sconfitta: il potente e altolocato Gastmann che molto tempo addietro, in Turchia, davanti agli occhi di Barlach, aveva commesso un delitto e per questo non aveva mai pagato. E adesso che Gastmann si trova ad essere indiziato per l’omicidio di un agente della polizia di Berna, Barlach farà di tutto per incastrarlo, schivando sapientemente le intenzioni di importanti personaggi politici di allontanarlo dalle indagini e ricorrendo a metodi non proprio ortodossi.
Tutto questo accompagnato da un’atmosfera agghiacciante, dove ogni situazione, ogni frase che scorre sotto gli occhi, non si svolge per caso ma è lì a rappresentare il teatro della vita.

8.2.07

Forum


Su milano nera si sta svolgendo un interessante scambio di opinioni lanciato da questa domanda "Il noir è letteratura di serie B?"

6.2.07

David Peace

David Peace, nato nel 1967 nello Yorkshire occidentale, è cresciuto in questa terra dura e cupa che è stata fonte di ispirazione per i suoi romanzi noir. Peace si è fatto conoscere per una serie di quattro libri che lui stesso ha definito come "Red Riding Quartet". La quadrilogia, composta da 1974, 1977, 1980 e 1983, descrive le gesta di un serial killer che seminò di giovani donne brutalmente assassinate la regione dello Yorkshire per circa un decennio, a partire dalla metà degli anni settanta. Ma per Peace, la descrizione di quella stagione di sangue e di orrore è solo un pretesto per raccontare la realtà di un'intera epoca segnata dalla più grande ristrutturazione economica che l'Inghilterra abbia mai conosciuto: quella imposta dalle politiche iperliberiste della leader conservatrice Margaret Thatcher e seguita da scontri e violenze in tutto il paese, principalmente per gli effetti nefandi che ha avuto sull'occupazione. Dice l'autore "Tutto è politico e il crime novel ha insieme l'opportunità e l'obbligo di essere più politico di ogni tipo di scrittura o media, essendo il crimine la più esplicita manifestazione della politica di un'epoca. Noi siamo definiti e dannati dai crimini del tempo in cui viviamo". Oltre ai fatti e alle atmosfere della sua terra, Peace ha dichiarato che, in particolare per 1980, ha tratto ispirazione dalle opere pittoriche di Francis Bacon.
Peace è spesso paragonato al grande James Ellroy, sia per le immagini a tinte forti che riesce a riprodurre nei suoi libri (in Peace come in Ellroy la scrittura è uno strumento di indagine, mossa da un desiderio profondo di conoscenza che spinge lo scrittore a cercare indizi e nessi. Ricucire i frammenti di una realtà spesso troppo brutale ed assurda è una sorta di ribellione contro di essa) ma anche per aver in comune con lo scrittore americano l'infanzia segnata da un delitto efferato. Aveva dieci anni quando non poco lontano da casa sua fu trovata la prima vittima dello Squartatore dello Yorkshire.
Da alcuni anni vive a Tokyo con la sua famiglia.

Bibliografia
Red Riding Quartet
2000. Nineteen Seventy Four (1974, Meridiano Zezo, 2001)
2001. Nineteen Seventy Seven (1977, Meridiano Zero, 2003)
2001. Nineteen Eighty (1980, Tropea, 2004)
2003. Nineteen Eighty Three (1983, Tropea, 2005)
Altri
2004. GB84 (Tropea, 2006)
2006. The Damned Utd
2008. Tokyo anno zero (il Saggiatore)

1.2.07

Al via il Suzzara Noir Festival

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2007 prenderà il via la prima edizione del Nebbia Gialla Suzzara Noir Festival. Nato da un'idea dello scrittore Paolo Roversi, che sarà anche direttore della manifestazione, affiancato da Romy Tasca, responsabile dell'organizzazione.
L'evento si terrà a Suzzara (Mantova).
Io molto probabilmente sarò lì.


Leggi il programma del festival.

Angelo Nero

Cornell Woolrich - Angelo nero
Fanucci

Recensione già pubblicata su Milano Nera.

La prima volta che ho letto Cornell Woolrich, si trattava di Appuntamenti in nero, sono rimasto meravigliato. Il passo della narrazione è un congegno perfetto, un fiume impetuoso spinto dal desiderio di vendetta di un giovane uomo dal cuore a pezzi, che trasformandosi in un killer spietato fa rivivere l’appuntamento mancato con la sua amata attraverso una serie di appuntamenti con la morte.
In Angelo Nero, che conferma l’incredibile forza e particolarità narrativa di Woolrich, la molla che fa scattare il congegno non è il desiderio ossessivo della vendetta ma bensì l’incapacità di una donna dal viso d’angelo a rassegnarsi alla sorte che il destino è in procinto di riservargli. Per salvare il suo uomo da una fine che sembra segnata, è stato condannato a morte per l’omicidio di quella che sembra essere la sua amante, “Viso d’Angelo” – così la chiamava il suo amore - si trasforma in una cacciatrice senza scrupoli e intraprende una rischiosa corsa contro il tempo alla ricerca del vero assassino.
Servendosi della rubrica della vittima, trafugata dal luogo del delitto, va a scovare ad uno ad uno i possibili artefici della sua infelicità, e nel fare ciò dimostra una forza e una determinazione cieca che la portano a rischiare seriamente la sua stessa vita, discendendo nei bassi fondi della città e affrontando personaggi loschi e di malaffare, fino ad arrivare ad un finale sconvolgente che solo un maestro della suspense come Woolrich poteva regalare. Woolrich con Angelo Nero, piccolo gioiello della sua così detta “serie nera”, ci consegna un personaggio femminile indimenticabile.
Un altro capolavoro del maestro che ispirò Hitchcock e Truffaut.


The Hollow Man - Le tre bare (J. Dickson Carr)

John Dickson Carr è il mio autore di crime preferito.Ha firmato alcuni dei migliori romanzi gialli di tutti i tempi (a mio avviso) anche sotto pseudonimi vari(Carter Dickson, Carr Dickson e Roger Fairbairn). Il 30 novembre 2006 si è celebrato il centenario della sua nascita. "Le tre bare" è ritenuto il suo capolavoro, e viene spesso citato come il miglior esempio del genere della stanza chiusa (locked room mysteries), genere di cui Dickson Carr è ritenuto il maestro e che fu iniziato da Edgar Allan Poe con I delitti della Rue Morgue (1841).

bibliografia Italia


Questa è la copertina di una recente edizione economica britannica (paperback) che ho acquistato l'anno scorso a Londra.
tFI